
SDM: chiede allo Stato Italiano tutela del lavoro per marittimi italiani
Pubblicata il 21.04.2009
In data 18 aprile 2009 abbiamo inviato una istanza per chiedere allo Stato Italiano una tutela dei lavoratori marittimi italiani. L'istanza è stata inoltrata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e ai Ministri Tremonti, Sacconi e Matteoli.
Per leggere questa nostra istanza cliccare QUI
Come potete notare in allegato abbiamo inserito come esempio, la situazione riscontrata nelle visite alle navi della compagnia Grimaldi, una delle compagnie che oltre a censurare noi del Sindacato dei Marittimi, imbarca però ancora italiani. Potevamo prendere in esame casi estremi, ma quello che volevamo far capire allo Stato Italiano è che anche nella legalità il posto di lavoro per i cittadini italiani non è tutelato, quindi si immagini cosa accade in altre realtà.
Abbiamo con questa occasione, sollecitato altre nostre proposte avanzate mesi prima, poichè anche esse sono forma di tutela verso noi marittimi e cittadini italiani.
Riceviamo mail e lettere di complimenti verso il nostro lavoro, ma in queste si evince sconforto poichè si prende atto che lo Stato Italiano è cieco e sordo verso noi marittimi. C'è sconforto perchè si vede come la politica, quella scorretta, quella che tutela poteri economici calpesta ogni giorno la nostra categoria, prima di tutto umiliandola.
La lobby del cluster marittimo c'è, ha un gran potere di pressione sulla politica nazionale e europea (da dove riceve fondi per progetti molto discutibili). Noi del SDM Sindacato dei Marittimi vi assicuriamo che la ostacoleremo sempre, denunceremo pubblicamente quanto questi signori fanno.
Abbiamo sentito dire che noi del SDM Sindacato dei Marittimi abbiamo invidia di certa gente. Non è vero, poichè potevamo stare in certe realtà tradendo i nostri ideali e valori, COSA CHE MAI FAREMO. La nostra reazione verso lo Stato indifferente, verso una lobby arrogante non sarà chinare la testa, non sarà tradire i nostri valori e colleghi o cedere appunto all'invidia e all'autocommiserazione. Noi davanti questo non ci lamenteremo mai, ma lavoreremo ancora più duramente, non cederemo allo sconforto che la sconfitta provoca nei vili, in chi non ha valori.
Si dice che la fortuna è l'incontro delle capacià con l'opportunità, e che la fortuna però ce la creiamo da soli. Cedere vorrebbe dire annientare qualsiasi possibilità che capacità incontri l'opportunità.
Diffamateci, denigrateci, sminuite il nostro lavoro quello che avrete in cambio sarà un sorriso, poichè tutto questo è in realtà la nostra fonte di energia, quello che ci spinge ad andare avanti.
Noi siamo uomini liberi, come possiamo invidiare chi è chiuso in un recinto, che non può dire neanche ciò che pensa, che si rivolge agli armatori chiamandoli "dinasti", che per esistere deve avere il permesso di questi uomini.
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