Sindacato dei Marittimi
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SDM: perchè l'Europa ci ha invitati a partecipare alla conferenza?SDM: perchè l'Europa ci ha invitati a partecipare alla conferenza?

Pubblicata il 25.11.2009

 

Alcuni si chiedono e si chiederanno perchè il SDM Sindacato dei Marittimi? Se lo chiederanno quelli che ascoltarono una persona di una associazione di categoria vantarsi di sedi in ogni dove, compresa Bruxelles. Se lo chiederanno quelli che nel 2007 ci deridevano e sminuivano, vedi l'Ammiraglio Raimondo Pollastrini, al quale diciamo che se noi fossimo una associazione sindacale che paventa rischi inesistenti come disse Lui, non crediamo che la Commissione Europea ci chiamava a presentare proposte sul settore marittimo, almeno che ora non voglia giudicare anche loro!

 

Ci hanno invitato per il motivo più semplice che ci possa essere, e il dramma che in Italia a quanto pare siamo in pochi ad avere questa capacità. Presentare proposte concrete senza polemica o ideologia politica, cioè in piena libertà.

 

Come vedete la risposta non deve essere cercata chissà in quali motivazioni fantastiche, ma la domanda più complessa la poniamo oggi noi del SDM Sindacato dei Marittimi.

 

COME MAI IL NOSTRO LAVORO E' STATO APPREZZATO A LIVELLO EUROPEO AL PUNTO DI ESSERE CHIAMATI A PARTECIPARE ALLA SECOND HIGH LEVEL STAKEHOLDER CONFERENCE ON THE FUTURE OF TRANSPORT, MA LO STESSO LAVORO IN ITALIA NON CI HA RESI DEGNI DI ESSERE PRESI IN CONSIDERAZIONE IN UN GRUPPO DI LAVORO SUI LAVORATORI MARITTIMI?

 

Questa domanda è oggi complessa da rispondere per alcune persone. Diciamo loro che non ci hanno offeso isolandoci, poichè e oggi tutti hanno la prova, vi siete tolti la maschera. I marittimi hanno dati oggettivi e non opinabili per giudicare TUTTI. Non potete dire che ci avete esclusi perchè "non rappresentativi", basti vedere chi fa parte del gruppo di lavoro. Non potete dire che dal 2007 non abbiamo svolto una attività propositiva e inerente il nostro settore. Abbiamo trattato tutto, dalle tabelle di armamento al diritto al voto, dalla formazione alle varie crisi fino a proposte finanziarie.

 

Vi avremmo detto comunque di no, perchè un gruppo di lavoro è utile se libero, se non squilibrato nei "poteri" in campo. In un gruppo di lavoro non c'è chi propone e chi chiede, ma semmai tutti propongono. Anzi l'averci lasciato fuori è più controproducente per voi, che per noi.

 

Il nostro valore lo abbiamo dimostrato con i fatti lavorando, non scendendo alle vostre regole di gioco, seppur continuando sulla nostra strada e i nostri obiettivi.

 

Abbiamo credibilità e apprezzamenti internazionali, ma siamo ostacolati in Italia, e questo signori dice tutto, anche perchè a differenza vostra il nostro lavoro è stato sempre pubblico, e sempre coerente.

 

L'Europa ha mostrato a tutti gli Stati che una politica corretta deve prendere proposte da tutti, ascoltare tutti coloro che hanno idee e valutarle per ciò che esse esprimono. Ci auguriamo che il Vice Presidente Tajani venga riconfermato al suo incarico, non solo per una continuazione di un modo di lavoro che noi condividiamo, ma perchè servono persone con questa mentalità.

 

Non è una posizione politica la nostra, perchè se vero che vorremmo vedere il Dottor Tajani riconfermato, vorremmo vedere altra persona al posto del Ministro Matteoli, che ha modo di lavorare opposto a quello del suo collega. Uno aperto al dialogo, al confronto al voler stabilire la strada migliore, l'altro fermo e chiuso e forse con paura di seguire cambiamenti ambiziosi, ma il posto che ricopre invece richiederebbe il coraggio di cambiare.

 

Durante la conferenza a Bruxelles infatti anche di questo si è discusso, e cioè che se vero che le leggi sono indispensabili quando queste non offrono i risultati prefissati si deve avere il coraggio, l'ambizione di FARNE DI NUOVE. I Ministri non dovrebbero delegare ad altri questi compiti, o affidarli a gruppi di lavoro, ma organizzare procedure più produttive, ascoltare le proposte e poi avere coraggio di cambiare.

 

Francamente in Italia noi non vediamo molte possibilità che ciò accada, l'unica cosa da sperare è che chi capace venga riconfermato nel proprio ruolo, e gli altri che ci faranno perdere comunque anni preziosi rimossi senza pensarci su.

 

Pensate che un anno fatto perdere dal Ministro Matteoli sulla nostra richiesta di diritto al voto, soellecitata più volte dalla Presidenza del Consiglio, ha fatto si che l'Italia non ha potuto difendere o meglio tutelare la figura del Comandante. Proprio alcuni giorni fa leggemmo le dichiarazioni della Dottoressa Petrocelli sulle pagine del Secolo XIX, dove parlava di poteri smisurati del Comandante. Lasciamo stare battute su poteri eclesiastici, il Comandante non battezza e non da estreme unzioni, ma non ha neanche questi smisurati poteri.

 

Noi siamo il paese dove mentre l'Agenzia Europea della Sicurezza dei Trasporti Marittimi dice che i nostri Istituti Tecnici Nautici non svolgono nell'arco di 5 anni 1000 ore di insegnamento delle norme STCW, con decreto ministeriale ci inventiamo un corso di allineamento di 500 ore per avere un diploma generico riconosciuto come quello di maturità nautica.

 

Noi siamo il paese che per divenire Ufficiali dobbiamo fare un esame in lingua inglese di 90 minuti, ma chiediamo ad un collega comunitario per fare il Comandante su nostre navi una prova di italiano molto meno impegnativa, con una lingua la nostra più complessa dell'inglese. Qualcuno proponeva di fare a questi colleghi comunitari, contro quanto detto dall'Europa, un esame professionale! Armatori che si fanno garanti di se stessi. E' come se domani noi ci prendessimo delle certificazioni attraverso dichiarazioni del datore di lavoro.

 

Noi siamo il paese della meritocrazia, dove chi genera crisi viene premiato con agevolazioni, chi sostiene decreti discutibili poi è chiamato a risolvere i problemi da esso generati, e chi si esclude? Chi nel 2007 da solo sosteneva l'esistenza di problemi e rischi.

 

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