
Diporto: SDM nel 2007 non paventava rischi inesistenti
Pubblicata il 26.07.2010
Pubblichiamo di seguito la lettera del Comandante Dario Savino, specificando che questa persona non è collaboratore in nessuna forma del SDM Sindacato dei Marittimi. Chi lo conosce sa perfettamente per chi il Comandante presta sua attività, una associazione con la quale purtroppo non si può avere alcuna forma di collaborazione.
AI COLLEGHI DEL DIPORTO POSSIAMO DIRE CHE CI SPIACE MOLTO PER QUELLO CHE MAN MANO STA ACCADENDO. NEL 2008 SCELSERO LIBERAMENTE DA CHI FARSI TUTELARE, E OGGI SECONDO NOI DOVREBBERO CHIEDERE "LE TESTE" ANCHE DI CHI PROMISE MARI E MONTI MA NON HA MANTENUTO. PROMISERO SAPENDO CHE RIMEDIARE A QUELLE NORMATIVE ERA MOLTO DIFFICILE. TIRRENIA E DIPORTO ERANO UN BUON PANIERE DI ISCRITTI PER ALCUNI .... ...
PER DOVERE DI CRONACA - NEL 2007/2008 NOI DI SDM SINDACATO DEI MARITTIMI PROPONEMMO AI COLLEGHI DEL DIPORTO DI FARSI UNA LORO SEZIONE NEL SDM. GLI AVREMMO MESSO A LORO COMPLETA DISPOSIZIONE PIU' DI 50 LEGALI, E CON ESSI AGIRE IN MODO COMPATTO PER EVITARE I PROBLEMI CHE OGGI SI MANIFESTANO, E CHE COLPENDO I SINGOLI SARA' DIFFICILE RISOLVERE. PROPONEMMO UNA AZIONE LEGALE DI MASSA, GESTITA DA STUDIO LEGALE E SINDACATO, PREFERIRONO QUELLA CHE SI CHIAMA "SOLUZIONE POLITICA", CIOE' IL MODO USATO DA ALTRE SIGLE E ASSOCIAZIONI CHE NON E' ALTRO CHE UN TAVOLO DI TRATTATIVE SQUILIBRATO PER ARRIVARE A COMPROMESSI.
NON ACCETTARONO LA NOSTRA PROPOSTA, PERDENDO ANCHE L'OCCASIONE DA LI A POCO DI POTER ESSERE PRESENTI ALLA FIRMA DEL LORO CCNL E DI CONSEGNARE ALLA COMMISSIONE EUROPEA PROPOSTE SUL DIPORTO.
NON ACCETTARONO LA NOSTRA PROPOSTA, PERDENDO ANCHE L'OCCASIONE DA LI A POCO DI POTER ESSERE PRESENTI ALLA FIRMA DEL LORO CCNL E DI CONSEGNARE ALLA COMMISSIONE EUROPEA PROPOSTE SUL DIPORTO.
I diportisti che si sono affidati a noi sono stati ben tutelati, anche sotto un punto di vista puramente contrattuale.
Prima di lasciarvi alla lettera ricevuta, vorremmo precisare che una frase di tale missiva non è molto obiettiva, nello specifico questa:
"La Circolare in oggetto era fatta con i piedi al solo scopo di tranquillizzare i maritttimi che si agitavano e scalpitavano, consci anche che le competenze per il settore gente di mare e titoli professionali mercantili sarebbero presto passate sotto il Comando Generale delle Capitanerie di Porto."
La CP nei suoi vertici sostenne tutte le modifiche alla normativa, come fecero tutti nel 2007/2008. Fu proprio l'Ammiraglio Raimondo Pollastrini che senza nominarci disse che paventavamo rischi inesistenti.
La CP guidata da questa persona non seppe gestire il passaggio da vecchia normativa alla attuale. Non seppe consigliare al Ministero cosa fare, e oggi non sa attraverso un gruppo di lavoro prendere decisioni.
I responsabili di quanto sta avvenendo sono moltissimi, anche se ora cercano di nascondersi in gruppi di lavoro o hanno lasciato loro inacrichi, MA NON PERMETTERMO LORO DI FUGGIRE LE PROPRIE RESPONSABILITA'.
"La Circolare in oggetto era fatta con i piedi al solo scopo di tranquillizzare i maritttimi che si agitavano e scalpitavano, consci anche che le competenze per il settore gente di mare e titoli professionali mercantili sarebbero presto passate sotto il Comando Generale delle Capitanerie di Porto."
La CP nei suoi vertici sostenne tutte le modifiche alla normativa, come fecero tutti nel 2007/2008. Fu proprio l'Ammiraglio Raimondo Pollastrini che senza nominarci disse che paventavamo rischi inesistenti.
La CP guidata da questa persona non seppe gestire il passaggio da vecchia normativa alla attuale. Non seppe consigliare al Ministero cosa fare, e oggi non sa attraverso un gruppo di lavoro prendere decisioni.
I responsabili di quanto sta avvenendo sono moltissimi, anche se ora cercano di nascondersi in gruppi di lavoro o hanno lasciato loro inacrichi, MA NON PERMETTERMO LORO DI FUGGIRE LE PROPRIE RESPONSABILITA'.
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ANCORA UNA VOLTA I MARITTIMI CHE OPERANO NEL DIPORTO SONO VITTIME DI UNA NORMATIVA CONFUSA CAOTICA E INCONCLUDENTE.
Iniziano le revoche dei certificati IMO STCW per chi naviga nel diporto.
Se a dicembre del 2008 con la circolare ministeriale del 17/12/08 , avevano potuto tranquillizzarsi , i marittimi, diplomati nautici e gli ufficiali ed i comandanti che lavorano nel diporto avranno un durissimo risveglio.
La circolare e’ in parte inapplicabile , questa e’ la sentenza di morte che il Comando Generale delle Capitanerie di Porto ha emesso in risposta ad un quesito posto dall’Ufficio Gente di Mare di Genova.
La Circolare in oggetto era fatta con i piedi al solo scopo di tranquillizzare i maritttimi che si agitavano e scalpitavano, consci anche che le competenze per il settore gente di mare e titoli professionali mercantili sarebbero presto passate sotto il Comando Generale delle Capitanerie di Porto.
Diamogli una breve illusione , a questi marittimi , tanto poi a rinnovare il certificato IMO STCW in capitanerie ci arrivano uno alla volta. Ed uno alla volta si ritroveranno privati dell’ unica certificazione valida che gli consente di lavorare in Italia ed all’estero.
Questi marittimi non sono disposti a perdere il certificato IMO STCW , ( ‘’la patente’’ ) che ci consente di lavorare , pagare le tasse , sostentare la propria famiglia ed avere una dignità di cittadino. Questo è il nostro destino nell’immediato ,quello di tanti altri ufficiali di marina, italiani a meno che persone intelligenti e sensibili come non vogliano mettere mano alla questione in modo determinato ed immediato.
Se la circolare del 17/12/2008 titolo XIII è stata emanata ed opportunamente promulgata, se come mi sembra di capire le norme internazionali , i Dpr , i DL da cui tale circolare avrebbe dovuto radicare i suoi fondamneti giuridici , come ovvio nella gerarchia naturale delle fonti del diritto, dicono qualcosa di diverso se non in alcuni casi antitetico o opposto di quanto stabilito della circolare, devo obbiettare che la COSTITUZIONE carta fondante della Repubblica Italiana nei suoi art. 1, 4, 35, 36, tutela e garantisce il diritto al lavoro e ne fa una specifica responsabilità delle Istituzioni e delle Amministrazioni dello Stato Italiano,
Questo inalienabile diritto ci viene di fatto negato , da un sistematico caos normativo che persiste nel settore negli ultimi 10 anni , dalla mancata appropriata rappresentazione di un settore , quello dei marittimi , comandanti ufficiali e capitani di macchina mercantili , e nel caso specifico coloro che operano nel diporto che sono alcune migliaia, ai tavoli dove si decidono le norme internazionali come quelli dell'IMO.
A mio parere non è possibile applicare una norma internazionale quando questa effettua una cancellazione di diritti acquisiti operando una cancellazione di titoli professionali ( Capitano di Lungo Corso etc.) e di fatto nega l'accesso al mondo del lavoro rendendo impossibile il rinnovo , per alcuni, dei certificati IMO STCW unico strumento valido per lavorare all'estero o su uno yacht commerciale.
E' nelle prerogative del legislatore di uno stato sovrano , quale l'Italia, di mettere in atto tutele , regimi transitori, proporre modifiche ai trattati internazionali , non ratificare gli stessi , al fine di tutelare e garantire il diritto al lavoro ed alla dignità dei suoi cittadini così come previsto e sancito dalla costituzione.
Per non parlare delle pari opportunità dei cittadini europei , sancite dal Parlamento Europeo , un ufficiale mercantile inglese , puo' fare 1 anno nei 5 anni su uno yacht privato superiore alle 80 grt, e conservare il suo certificato IMO STCW . Forse che il Regno Unito non applica correttamente il codice STCW , possibile ma tutela i suoi ufficiali e cittadini.
Sembra che nessuno si sia mai curato di provare a capire cosa significa essere un marittimo che lavora nel diporto , per favore non fermatevi ai luoghi comuni ed alle riviste di gossip , noi non siamo i nostri armatori ricchi e famosi , normalmente è un marittimo che ha frequentato il nautico , fatto tutti i corsi obbligatori , effettuato la navigazione prescritta e sostenuto gli esami per il conseguimento dei titoli una volta dei certificati oggi. E' a tutti gli effetti un ufficiale mercantile che opera su navi che a secondo dell'offerta del mercato del lavoro possono essere private , commerciali di bandiera Italiana ed Estera. Il rapporto di fiducia che si crea con l'armatore , il contatto diretto con lo stesso a differenza dei colleghi che operano nel mercantile ci obbliga a periodi continuativi di imbarco a volte di 5/7/10 anni oppure a periodi di pochissimi mesi o un solo anno. Siamo da sempre la dimostrazione vivente di quello che da qualche decennio viene chiamata flessibilità del lavoro e precarietà.
Dove è oggi la dignità dell'uomo, del marittimo, del lavoratore ridotto alla stregua di una pedina del gioco dell'oca che ogni 5 anni a secondo di come gli sono capitati i dadi , ritorna al punto di partenza come se trenta anni di vita professionale non contassero assolutamente niente, meno di niente.
Le norme devono essere fatte per l'uomo e non viceversa.
La circolare e’ in parte inapplicabile , questa e’ la sentenza di morte che il Comando Generale delle Capitanerie di Porto ha emesso in risposta ad un quesito posto dall’Ufficio Gente di Mare di Genova.
La Circolare in oggetto era fatta con i piedi al solo scopo di tranquillizzare i maritttimi che si agitavano e scalpitavano, consci anche che le competenze per il settore gente di mare e titoli professionali mercantili sarebbero presto passate sotto il Comando Generale delle Capitanerie di Porto.
Diamogli una breve illusione , a questi marittimi , tanto poi a rinnovare il certificato IMO STCW in capitanerie ci arrivano uno alla volta. Ed uno alla volta si ritroveranno privati dell’ unica certificazione valida che gli consente di lavorare in Italia ed all’estero.
Questi marittimi non sono disposti a perdere il certificato IMO STCW , ( ‘’la patente’’ ) che ci consente di lavorare , pagare le tasse , sostentare la propria famiglia ed avere una dignità di cittadino. Questo è il nostro destino nell’immediato ,quello di tanti altri ufficiali di marina, italiani a meno che persone intelligenti e sensibili come non vogliano mettere mano alla questione in modo determinato ed immediato.
Se la circolare del 17/12/2008 titolo XIII è stata emanata ed opportunamente promulgata, se come mi sembra di capire le norme internazionali , i Dpr , i DL da cui tale circolare avrebbe dovuto radicare i suoi fondamneti giuridici , come ovvio nella gerarchia naturale delle fonti del diritto, dicono qualcosa di diverso se non in alcuni casi antitetico o opposto di quanto stabilito della circolare, devo obbiettare che la COSTITUZIONE carta fondante della Repubblica Italiana nei suoi art. 1, 4, 35, 36, tutela e garantisce il diritto al lavoro e ne fa una specifica responsabilità delle Istituzioni e delle Amministrazioni dello Stato Italiano,
Questo inalienabile diritto ci viene di fatto negato , da un sistematico caos normativo che persiste nel settore negli ultimi 10 anni , dalla mancata appropriata rappresentazione di un settore , quello dei marittimi , comandanti ufficiali e capitani di macchina mercantili , e nel caso specifico coloro che operano nel diporto che sono alcune migliaia, ai tavoli dove si decidono le norme internazionali come quelli dell'IMO.
A mio parere non è possibile applicare una norma internazionale quando questa effettua una cancellazione di diritti acquisiti operando una cancellazione di titoli professionali ( Capitano di Lungo Corso etc.) e di fatto nega l'accesso al mondo del lavoro rendendo impossibile il rinnovo , per alcuni, dei certificati IMO STCW unico strumento valido per lavorare all'estero o su uno yacht commerciale.
E' nelle prerogative del legislatore di uno stato sovrano , quale l'Italia, di mettere in atto tutele , regimi transitori, proporre modifiche ai trattati internazionali , non ratificare gli stessi , al fine di tutelare e garantire il diritto al lavoro ed alla dignità dei suoi cittadini così come previsto e sancito dalla costituzione.
Per non parlare delle pari opportunità dei cittadini europei , sancite dal Parlamento Europeo , un ufficiale mercantile inglese , puo' fare 1 anno nei 5 anni su uno yacht privato superiore alle 80 grt, e conservare il suo certificato IMO STCW . Forse che il Regno Unito non applica correttamente il codice STCW , possibile ma tutela i suoi ufficiali e cittadini.
Sembra che nessuno si sia mai curato di provare a capire cosa significa essere un marittimo che lavora nel diporto , per favore non fermatevi ai luoghi comuni ed alle riviste di gossip , noi non siamo i nostri armatori ricchi e famosi , normalmente è un marittimo che ha frequentato il nautico , fatto tutti i corsi obbligatori , effettuato la navigazione prescritta e sostenuto gli esami per il conseguimento dei titoli una volta dei certificati oggi. E' a tutti gli effetti un ufficiale mercantile che opera su navi che a secondo dell'offerta del mercato del lavoro possono essere private , commerciali di bandiera Italiana ed Estera. Il rapporto di fiducia che si crea con l'armatore , il contatto diretto con lo stesso a differenza dei colleghi che operano nel mercantile ci obbliga a periodi continuativi di imbarco a volte di 5/7/10 anni oppure a periodi di pochissimi mesi o un solo anno. Siamo da sempre la dimostrazione vivente di quello che da qualche decennio viene chiamata flessibilità del lavoro e precarietà.
Dove è oggi la dignità dell'uomo, del marittimo, del lavoratore ridotto alla stregua di una pedina del gioco dell'oca che ogni 5 anni a secondo di come gli sono capitati i dadi , ritorna al punto di partenza come se trenta anni di vita professionale non contassero assolutamente niente, meno di niente.
Le norme devono essere fatte per l'uomo e non viceversa.
Dario Savino
Capitano di lungo corso
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