
Diporto - RISPOSTA DEL PRESIDENTE DEL SDM
Pubblicata il 10.08.2010
Prima per chi non conosce la situazione leggere:
1 - Diporto: SDM nel 2007 non paventava rischi inesistenti ( CLICCA QUI )
2 - DISCUSSIONE NEL FORUM ( CLICCA QUI )
2 - DISCUSSIONE NEL FORUM ( CLICCA QUI )
Egregio Comandante,
la Segreteria Nazionale mi ha informato della sua lettera chiedendomi se pubblicarla o meno. Ho dato semplicemente mio parere e non permesso o veto, in quanto io vedo il mio incarico come il gestire una Organizzazione Sindacale e non impartire ordini, chiaramente se queste iniziative non intaccano l’integrità del SDM. Per chiarezza quindi la news che riporta la sua lettera l’ha scritta altra persona e io per ovvi motivi ne condivido il concetto.
Per quanto fare pubblica ammenda non credo Lei debba fare questo, avrà sicuramente scelto in base a dei dati, che nel 2008 vi portarono ad aderire ad una specifica associazione. Cosa diversa è assumersi le proprie responsabilità ma ne io ne altri dobbiamo richiamarla a questo, semmai lo possono fare i vostri iscritti se ritengono di essere stati mal tutelati.
Per quanto fare pubblica ammenda non credo Lei debba fare questo, avrà sicuramente scelto in base a dei dati, che nel 2008 vi portarono ad aderire ad una specifica associazione. Cosa diversa è assumersi le proprie responsabilità ma ne io ne altri dobbiamo richiamarla a questo, semmai lo possono fare i vostri iscritti se ritengono di essere stati mal tutelati.
Detto questo è altrettanto ovvio che oggi dobbiamo mostrare e dimostrare ai lavoratori che giudizi che furono dati a SDM non erano fondati. Quando il Sig. Blandina o Sig. Melillo ci definirono “i nuovi pretoriani …” o peggio “degli incapaci e non conoscitori del settore, da lasciare ai nostri giochi (come se fossimo dei poveri dementi)” o anche, l’Ammiraglio Pollastrini ci indicò come associazione che paventavamo rischi inesistenti, ci sembra giusto e corretto che oggi tali persone vengano giudicate dai lavoratori marittimi in virtù della realtà. Mentre loro ci giudicarono in base ad un “ingiustificato” pregiudizio arrivando a diffamarmi anche su mie capacità lavorative, azione ignobile e vile, noi invece rimaniamo corretti e li facciamo giudicare sui loro risultati.
Quale è la realtà: SDM nel 2007 (da febbraio) disse esattamente cosa le normative avrebbero prodotto, e cosa il CCNL Diporto avrebbe generato. Avvisammo quanti più diportisti che a luglio si sarebbe firmato loro contratto, suggerendogli attraverso noi di sedere e trattare loro direttamente quel CCNL.
Mentre noi facevamo questo il Collegio Capitani, CGIL CISL UIL e associazioni e Enti che non dovevano neanche parlare ELOGIAVANO ad esempio il Ministro Bianchi e le nuove normative che da lì a poco sarebbero state firmate. Ricordo che si disse “grazie a Bianchi la marineria italiana risplenderà”, MENO MALE!! SI E’ TUTTO AVVERATO
Quale è la realtà: SDM nel 2007 (da febbraio) disse esattamente cosa le normative avrebbero prodotto, e cosa il CCNL Diporto avrebbe generato. Avvisammo quanti più diportisti che a luglio si sarebbe firmato loro contratto, suggerendogli attraverso noi di sedere e trattare loro direttamente quel CCNL.
Mentre noi facevamo questo il Collegio Capitani, CGIL CISL UIL e associazioni e Enti che non dovevano neanche parlare ELOGIAVANO ad esempio il Ministro Bianchi e le nuove normative che da lì a poco sarebbero state firmate. Ricordo che si disse “grazie a Bianchi la marineria italiana risplenderà”, MENO MALE!! SI E’ TUTTO AVVERATO
E’ chiaro che gli incapaci e non conoscitori del settore non siamo certo noi. Quello che è da capire è se chi non capì non volle o non aveva le capacità per farlo. In entrambe le soluzioni non si può rappresentare alcuna categoria. L’ingenuità di chi giudicò in quel modo SDM, non è credibile.
Il compromesso cosa ha prodotto:
- hanno distrutto gli istituti Tecnici Nautici
- poiché basta un corso di 500 ore per divenire allievo ufficiale, è difficile oggi parlare di ambiente di elite e prestigioso
- per salvare l’accademia del mare (finta accademia, un insulto a quelle vere) si è firmato un decreto che ha diminuito l’esperienza dei giovani ufficiali, fatto perdere titoli professionali conseguiti con sacrifici, e non solo nel diporto
- diritti fondamentali ancora non riconosciuti
- tabelle d’armamento che nessuno vuole rivedere, con aumento affaticamento e stress
- che mentre armatori hanno agevolazioni noi aspettiamo ancora agevolazioni fiscali e rimborsi (da ormai 9 anni)
potrei continuare, ma mi fermo qui. Insomma il compromesso non sono io o SDM a giudicarlo male, ma è da folli dire che ha dato risultati POSITIVI ai lavoratori. Inoltre il compromesso non si può avere se si parla di diritti, sia questo al lavoro che alla sicurezza. Il diritto lo si pretende.
Il compromesso cosa ha prodotto:
- hanno distrutto gli istituti Tecnici Nautici
- poiché basta un corso di 500 ore per divenire allievo ufficiale, è difficile oggi parlare di ambiente di elite e prestigioso
- per salvare l’accademia del mare (finta accademia, un insulto a quelle vere) si è firmato un decreto che ha diminuito l’esperienza dei giovani ufficiali, fatto perdere titoli professionali conseguiti con sacrifici, e non solo nel diporto
- diritti fondamentali ancora non riconosciuti
- tabelle d’armamento che nessuno vuole rivedere, con aumento affaticamento e stress
- che mentre armatori hanno agevolazioni noi aspettiamo ancora agevolazioni fiscali e rimborsi (da ormai 9 anni)
potrei continuare, ma mi fermo qui. Insomma il compromesso non sono io o SDM a giudicarlo male, ma è da folli dire che ha dato risultati POSITIVI ai lavoratori. Inoltre il compromesso non si può avere se si parla di diritti, sia questo al lavoro che alla sicurezza. Il diritto lo si pretende.
Ricordo la LMTC, e il fatto che scrissero al Presidente della Repubblica una procedura obsoleta e inutile se fatta da cittadini. Ricordo anche ricorsi al TAR di altre associazioni, tutti andati negativamente (perché soprattutto mal gestiti).
A breve inoltre il decreto manifesterà altro suo negativo aspetto, e colpirà moltissimi lavoratori e famiglie, ma tanto nessuno vedrà questa ulteriore “mietitura” studiata al tavolino. Ma il compromesso in fin dei conti non è questo? Qualcuno deve pur rimetterci, o no? E che pensavate che fosse lo Stato o l’armatore a rimetterci? Vede la differenza tra minaccia e compromesso è solo su come si espone la richiesta, il confine è molto sottile.
Sento dare oggi la colpa all’IMO e alla STCW. Attenzione a farlo, e mi spiego. Se affermate che la colpa sia dell’IMO ma parallelamente affermate che in UK tutto funziona, entrate in un campo minato. In UK tutto funziona perché seguono semmai quanto l’IMO richiede, e non si nascondono dietro questa sigla per mascherare loro interessi. In UK lo Stato sta facendo scelte che vanno contro gli armatori, in Italia neanche ci pensano.
In Italia appena va male qualcosa si dice che lo ha chiesto l’Europa e l’IMO. Ora io alla Commissione Europea ci sono stato a fare una conferenza, e le assicuro che non ha mai chiesto ciò che in Italia stiamo facendo. L’IMO non ha chiesto mai di abbassare la navigazione da 18 a 12 mesi, ma dice che tale periodo d’esperienza non deve essere MINORE a 12 mesi, cosa diversa. Non ha detto all’Italia di scrivere quel decreto in quel modo, ma chiesto di modificare il vecchio migliorandolo. Se l’Italia non è capace per dirigenti ministeriali, politici, sindacalisti confederali ect ect che tutelano interessi di una lobby, l’IMO non c’entra nulla. Avrà sicuramente molte responsabilità in tanti altri argomenti, ma finche IMO e CE non potranno costringere gli Stati aderenti a seguire loro direttive, non li si può neanche incolpare. Ricordo che CE (libro bianco) e IMO chiedono da anni (ben 10) di rivedere le tabelle d’armamento, questo nessuno lo sente? Se anche fosse invece che UK non segua le direttive IMO, vuol dire che hanno persone più capaci, non si scappa quindi dalle responsabilità italiane.
In Italia appena va male qualcosa si dice che lo ha chiesto l’Europa e l’IMO. Ora io alla Commissione Europea ci sono stato a fare una conferenza, e le assicuro che non ha mai chiesto ciò che in Italia stiamo facendo. L’IMO non ha chiesto mai di abbassare la navigazione da 18 a 12 mesi, ma dice che tale periodo d’esperienza non deve essere MINORE a 12 mesi, cosa diversa. Non ha detto all’Italia di scrivere quel decreto in quel modo, ma chiesto di modificare il vecchio migliorandolo. Se l’Italia non è capace per dirigenti ministeriali, politici, sindacalisti confederali ect ect che tutelano interessi di una lobby, l’IMO non c’entra nulla. Avrà sicuramente molte responsabilità in tanti altri argomenti, ma finche IMO e CE non potranno costringere gli Stati aderenti a seguire loro direttive, non li si può neanche incolpare. Ricordo che CE (libro bianco) e IMO chiedono da anni (ben 10) di rivedere le tabelle d’armamento, questo nessuno lo sente? Se anche fosse invece che UK non segua le direttive IMO, vuol dire che hanno persone più capaci, non si scappa quindi dalle responsabilità italiane.
Un esempio
L’IMO quando dice che il periodo minimo d’esperienza da allievo deve essere 12 mesi, e lascia ad ogni Stato libertà di aumentare tale periodo in base ai propri percorsi formativi, si sarebbe aspettata dall’Italia, che oggi regala il diploma nautico con 500 ore di allineamento, che tale periodo fosse aumentato e non diminuito da 18 a 12. Questa è la realtà, poi possiamo nasconderla, ma non cambia.
L’Europa su proposta di SDM parla di accademia universitaria, l’Italia costituisce corsi post diploma e li chiama accademie, questa è la realtà.
L’IMO quando dice che il periodo minimo d’esperienza da allievo deve essere 12 mesi, e lascia ad ogni Stato libertà di aumentare tale periodo in base ai propri percorsi formativi, si sarebbe aspettata dall’Italia, che oggi regala il diploma nautico con 500 ore di allineamento, che tale periodo fosse aumentato e non diminuito da 18 a 12. Questa è la realtà, poi possiamo nasconderla, ma non cambia.
L’Europa su proposta di SDM parla di accademia universitaria, l’Italia costituisce corsi post diploma e li chiama accademie, questa è la realtà.
…”Come arrivarci , per via giudiziaria, politica, con l'attenzione dei media , per gesti eclatanti, decidiamolo insieme ma facciamolo prima che sia troppo tardi.”
E siamo arrivati al punto. Il 2007 era già troppo tardi, siamo oggi a oltre metà 2010. Per capire. Il medico pietoso (compromessi) allunga l’agonia del paziente ma non è detto che lo salva. Oggi sono molti che arrivano qui a SDM con la gamba in cancrena, ma la soluzione la capirà da solo è amputare, sempre se si è in tempo anche per questo.
E siamo arrivati al punto. Il 2007 era già troppo tardi, siamo oggi a oltre metà 2010. Per capire. Il medico pietoso (compromessi) allunga l’agonia del paziente ma non è detto che lo salva. Oggi sono molti che arrivano qui a SDM con la gamba in cancrena, ma la soluzione la capirà da solo è amputare, sempre se si è in tempo anche per questo.
La prima cosa da fare è unire i marittimi, e certo tra collegi, associazioni locali, comitati e via dicendo che si denigrano tra di loro, se io fossi della lobby dormirei sonni beati. Dividi e impera, e loro neanche devono dividerli i lavoratori, lo fanno da soli. Unire una categoria come la nostra richiederà ancora anni, quindi nel frattempo altri cadranno, è fisiologico.
Nel 2007/2008 vi dicemmo cosa si doveva fare. Noi offrimmo un comparto intero nel nostro sindacato, vi mettevamo a disposizione subito uno studio legale con 50 e più legali pronti a fare un procedimento legale incisivo. Avremmo utilizzato i media, acquistato pagine dei maggiori quotidiani ma la cosa era possibile poiché nel 2008 le possibilità di vincere il ricorso erano altissime, e quindi lo studio legale e noi eravamo pronti anche ad “investire e metterci come si dice la faccia” poiché aveva un rientro di immagine.
Oggi è il 2010, le cose sono ben diverse, tutto quello che si poteva fare ormai non è più attuabile.
Oggi è il 2010, le cose sono ben diverse, tutto quello che si poteva fare ormai non è più attuabile.
Vede poniamo che aderirete in massa con noi. Lo studio legale dovrebbe analizzare OGGI ogni singolo lavoratore per verificare che tutti siano nella medesima posizione, quindi dare un prospetto del danno reale allo Stato. Si dovrebbe poi mettere giù una strategia legale, comparando le normative internazionali con le nostre. Dimostrare tutti i danni subiti dai lavoratori, dalla perdita del titolo a peggio perdita del lavoro.
Tutto inizierebbe verso settembre, probabilmente l’azione partirebbe nel 2011, e sapere quanto tempo richiederà forse solo con i super poteri della Dottoressa Fara si potrebbe fare un pronostico o veggenza (sapeva esattamente la data della firma del decreto 30/11/2007).
Non solo, QUI SI TRATTA DI PORTARE IN TRIBUNALE LO STATO, e nel 2008 sia noi di SDM che lo Studio Legale avremmo garantito che tale azione portasse a risultato positivo, e quindi valeva la pena fare questo atto di forza, ma oggi?
E’ chiaro che se un numero consistente di diportisti aderisse con SDM e chiedesse questa azione, da sindacato siamo obbligati a fare di tutto per loro, ma chiaramente oggi SDM non darà alcuna certezza sul risultato. Dovremmo fare una attività sindacale per questi lavoratori come da loro richiesta, seppur accettando lo statuto di SDM che non prevede scioperi, manifestazioni compromessi.
E’ chiaro che SDM si farebbe carico della sola spesa di prima consulenza, cioè studio di tutte le documentazioni e strategia di azione legale (comunque un lavoro enorme), ma le spese vive del processo sarebbero a carico dei lavoratori che ovviamente pagheranno in quote minori più persone saranno.
Poi si ricordi che il Ministero in tribunale avrà l’arma più forte, e cioè grazie al lavoro dei sindacati confederali, collegio capitani, accademia del mare dimostrerà con estrema facilità che il decreto fu firmato con grandissimo consenso dei lavoratori, ALTRO CAPOLAVORO DEL COMPROMESSO. Io potrei già ricordare il Cap. Di Fiore della CISL che nel 2007 durante il convegno del comitato welfare gente di mare, chiedeva con forza la firma DI QUEL DECRETO, sostenendo che se non si procedeva alla firma il mercato del lavoro marittimo si sarebbe bloccato, anche lui aveva capito tutto. Potrei ricordare come il decreto fu presentato tipo Telegatto, con Ministro che ne consegna copia all’Accademia del Mare tra applausi e compiacimenti vari. Quando si viene chiamati ai tavoli, come “esperti” chi ci va dovrebbe capire le responsabilità della cosa, e non farsi forte e bello per questo.
Paradossalmente, e direi furbamente, il Ministero si è fatto legittimare da chi ha subito i danni, esattamente come vuole fare per le tabelle d’armamento, ma SDM nel frattempo è cresciuto e non sarà così facile per loro oggi fare questo giochino.
Tutto inizierebbe verso settembre, probabilmente l’azione partirebbe nel 2011, e sapere quanto tempo richiederà forse solo con i super poteri della Dottoressa Fara si potrebbe fare un pronostico o veggenza (sapeva esattamente la data della firma del decreto 30/11/2007).
Non solo, QUI SI TRATTA DI PORTARE IN TRIBUNALE LO STATO, e nel 2008 sia noi di SDM che lo Studio Legale avremmo garantito che tale azione portasse a risultato positivo, e quindi valeva la pena fare questo atto di forza, ma oggi?
E’ chiaro che se un numero consistente di diportisti aderisse con SDM e chiedesse questa azione, da sindacato siamo obbligati a fare di tutto per loro, ma chiaramente oggi SDM non darà alcuna certezza sul risultato. Dovremmo fare una attività sindacale per questi lavoratori come da loro richiesta, seppur accettando lo statuto di SDM che non prevede scioperi, manifestazioni compromessi.
E’ chiaro che SDM si farebbe carico della sola spesa di prima consulenza, cioè studio di tutte le documentazioni e strategia di azione legale (comunque un lavoro enorme), ma le spese vive del processo sarebbero a carico dei lavoratori che ovviamente pagheranno in quote minori più persone saranno.
Poi si ricordi che il Ministero in tribunale avrà l’arma più forte, e cioè grazie al lavoro dei sindacati confederali, collegio capitani, accademia del mare dimostrerà con estrema facilità che il decreto fu firmato con grandissimo consenso dei lavoratori, ALTRO CAPOLAVORO DEL COMPROMESSO. Io potrei già ricordare il Cap. Di Fiore della CISL che nel 2007 durante il convegno del comitato welfare gente di mare, chiedeva con forza la firma DI QUEL DECRETO, sostenendo che se non si procedeva alla firma il mercato del lavoro marittimo si sarebbe bloccato, anche lui aveva capito tutto. Potrei ricordare come il decreto fu presentato tipo Telegatto, con Ministro che ne consegna copia all’Accademia del Mare tra applausi e compiacimenti vari. Quando si viene chiamati ai tavoli, come “esperti” chi ci va dovrebbe capire le responsabilità della cosa, e non farsi forte e bello per questo.
Paradossalmente, e direi furbamente, il Ministero si è fatto legittimare da chi ha subito i danni, esattamente come vuole fare per le tabelle d’armamento, ma SDM nel frattempo è cresciuto e non sarà così facile per loro oggi fare questo giochino.
I media? L’atto eclatante? Una azione dei facoltosi datori di lavoro del diporto?
Beh sono possibili vie, noi di SDM non ci crediamo minimamente a queste iniziative. I media sono controllati dalla lobby, e pubblicheranno solo ciò che vogliono. La notizia poi durerebbe poco, e la gente le pagine dei media che parlano dei marittimi le evitano, non hanno interesse. Le ricordo che i media descrissero il diporto, grazie alla Accademia del Mare, come un settore dove guadagnate 20.000€/mese e fate il bagno nello champagne, questo la gente sa del vostro settore, e in quella Accademia c’è molto Collegio Capitani. Queste sono le regole dei media, e anche qui tutto nasce dal compromesso, si dovevano vendere i corsi per ufficiali del diporto, ma oggi smantellare quell’articolo è molto complesso per voi.
Beh sono possibili vie, noi di SDM non ci crediamo minimamente a queste iniziative. I media sono controllati dalla lobby, e pubblicheranno solo ciò che vogliono. La notizia poi durerebbe poco, e la gente le pagine dei media che parlano dei marittimi le evitano, non hanno interesse. Le ricordo che i media descrissero il diporto, grazie alla Accademia del Mare, come un settore dove guadagnate 20.000€/mese e fate il bagno nello champagne, questo la gente sa del vostro settore, e in quella Accademia c’è molto Collegio Capitani. Queste sono le regole dei media, e anche qui tutto nasce dal compromesso, si dovevano vendere i corsi per ufficiali del diporto, ma oggi smantellare quell’articolo è molto complesso per voi.
La soluzione politica. Se non la migliore sarebbe però veloce, ma siamo in Italia, e questa soluzione si chiama gruppo di lavoro ministeriale, che Lei conosce bene, e i tempi sono lunghissimi, sempre perché prima di tutto vengono gli interessi dei molti seduti proprio a quel tavolo, e inoltre oggi a quel tavolo chi c’è? Anche li, forse lo pressiamo più noi da fuori che chi vi ci siede. Comunque credo anche, che qualcuno verrà salvato, perché è chiaro che dovranno cercare di non generare troppo malumore, altrimenti poi si parlerebbe troppo del settore marittimo.
Per molte cose si è in ritardo, sistemarle oggi non è solo proporzionato alle proprie capacità, ci sono limiti che il tempo ormai ha stabilito. Per altre invece c’è ancora tempo, ancora si può migliorare. Mi chiede mio parere? E’ ora che i lavoratori si sveglino, scelgano e bene con chi schierarsi e a chi dare loro rappresentatività. Basta auto commiserarsi, si deve agire. Basta lamentarsi, bisogna lavorare più duramente. Prima lo faranno, prima si ristabilirà a tutti i livelli un equilibrio tra datore di lavoro, Stato, sindacati e lavoratori. Questo passaggio è la base per il cambiamento e richiede ancora altro tempo, la bacchetta magica non esiste. E’ ora che i lavoratori capiscano che distruggere richiede poco, ricostruire un intero settore globalizzato è una “grandissima opera”. E’ ora che si smetta di arrivare al limite per agire, si aderisce ad un sindacato non nel momento del bisogno, ma prima che questo arrivi. Arrivare alla fine vuol dire non permettere a chi poteva aiutarti di farlo.
Si può indurre il popolo a seguire una causa, ma non far sì che la capisca, per questo noi di SDM non elemosiniamo adesioni, non ci facciamo pubblicità. Chi aderisce con noi lo fa per collaborare, sostenere un lavoro che richiede tempo, costanza. CREDE NEGLI OBIETTIVI COMUNI e non del singolo orticello. CAPISCE LA CAUSA Noi non dobbiamo convincere nessuno, o si crede o non si crede in questo lavoro. Se la nostra coscienza dice che una cosa è sbagliata, noi non la seguiamo e non scendiamo a nessun compromesso. Lavoriamo se una cosa è giusta anche sapendo che contro una lobby si perde, ma questo non ci fa arrendere MAI.
Qualcuno dirà, ma così perdete? Non è vero, non sempre, ma soprattutto NESSUN LAVORATORE E’ DANNEGGIATO DA CHI DOVREBBE TUTELARLO. Il nostro lavoro è per la gente di mare, tutta. Noi non fermammo il Ministro Bianchi, ma oggi tutti sanno cosa ha fatto e chi lo sostenne. Gli altri per compromessi, interessi lo sostennero, scrissero parole da vincitori, ma quanti LAVORATORI E LORO FAMIGLIE OGGI PIANGONO QUELLE SCELTE. Noi oggi abbiamo le coscienze pulite, possiamo guardare negli occhi quelle persone e dir loro che tentammo di tutelarle e difenderle addirittura
senza il loro stesso sostegno e collaborazione.
Mi auguro che questo serva se non da lezione, almeno da punto di partenza per i colleghi. Non dico aderite tutti con noi, me lo auguro, ma riflettete bene a chi ogni mese delegate a rappresentarvi, CHI PAGA IL CONTO DEL COMPROMESSO SONO SEMPRE E SOLO I LAVORATORI.
Non legga questa mail in modo pessimistico, perché le dico proprio essendo Presidente del SDM che il futuro è oggi ancor più di ieri nelle nostre mani, e chi come le persone di SDM (io parlo sempre a nome della nostra sigla, mai per gli altri) sa che può essere migliorato ha il dovere di lavorare in questa direzione. Il mare insegna a non darsi mai per vinti, fino alla fine.
Cordiali saluti
Mauro MARINO
Presidente del SDM
Mauro MARINO
Presidente del SDM
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