
Perchè si gettano tutti sul voto ai marittimi?
Pubblicata il 11.08.2010
Prima di tutto sia chiara una cosa: speriamo che il comitato genovese per il voto ai marittimi, riesca dopo soli 64 anni a far si che politici garantiscano questo diritto a tutti noi. I nomi che abbiamo letto essere in questo comitato, li sentiamo da anni e anni, come mai solo nel 2010 si sono mossi?
Qualcuno sostiene che hanno decifrato un codice dei Maya e sapevano che si doveva aspettare il 2010 poichè sarebbe stato l'anno del marittimo!!! A noi sembra strana la cosa, decifrano un codice antico e non capiscono quel che dice un decreto, anche se scritto con i piedi...
Detto questo molti ci domandano, come mai nel 2007 vi deridevano tutti quando chiedevate questo diritto, e oggi corrono tutti a prendersi il merito? I motivi sono fondamentalmente 2, il primo è distogliere i lavoratori da altri problemi come tabelle d'armamento, sicurezza, pirateria, agevolazioni fiscali ect ect Infatti non hanno costituito il comitato per l'amianto, e detto risolviamo il problema entro il 2010.
Il secondo motivo è solamente politico. La situazione attuale è dinanzi a tutti noi, e cioè ci sono problemi al Governo. Tra le varie ipotesi che si vorrebbero da una parte politica, c'è il cosidetto governo tecnico o di transizione, il cui compito sarebbe rivedere la legge elettorale. E' chiaro che in tale situazione, si potrebbe giungere alla soluzione del problema voto ai marittimi, anche se chi conosce bene le varie problematiche per gestire tale voto, sa bene che sarebbe una legge di solo scopo propagandistico, e che lascerebbe poi molti problemi. Il problema non verrebbe o verrà risolto, come tutto quello che la lobby tocca.
Anche se quindi parlano di accordi bipartisan, con tutti i politici che vanno d'amore e d'accordo (e lo vediamo quanto si amano i politici) il tutto è politicizzato, ed ha scopi di proselitismo.
Ci chiedete come mai il Presidente di Confitarma dottor Paolo D'Amico, non vi ha dato riscontro alla vostra proposta di lavorare insieme per il voto, fatta prima di tale comitato? Bella domanda, ma la risposta dovrebbe darla il Presidente D'Amico, ma sicuramente avrebbe problemi a farlo. Perché vedete non rispondere a una domanda o missiva ha sempre due soli motivi, ed entrambe veramente penosi. Il primo non avere le conoscenze e capacità per farlo, ma dal Presidente della CONFITARMA non possiamo credere a questo. Il secondo è il non poterlo fare, per coprire giochi non corretti, o evitare di esporsi sempre per scopi non etici. QUESTA E' LA SOLA VERITA'.
Per noi di SDM non rispondere sarebbe prima di tutto fallimento da Uomini. Vorrebbe dire o non saper fare, o peggio avere talmente tanti compromessi da non poterlo fare, cioè non essere Uomini liberi. La dignità ha per ognuno valore diverso.
Prima di chiudere però, poiché anche i giornalisti non sono più uomini LIBERI (che tristezza di lavoro che fanno) ma sono cartelloni pubblicitari dei padroni, e stanno facendo passare l'idea che del voto ai marittimi se ne parli grazia ai POLITICI GENOVESI sostenuti da lobbisti, NOI CI LIMITIAMO A DARVI RESOCONTO CRONOLOGICO DEI FATTI, CHIARAMENTE PROVATI.
Prima ti tutto in altra pagina, aprite questo file CLICCARE QUI , e poi seguite il seguente prospetto:
• In data 02 settembre 2008 SDM con nota protocollo 984/2008/PR scriveva al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per la problematica diritto al voto dei marittimi italiani
• In data 06 novembre 2008 la Dott.ssa L. Di Martino con DICA 0017252.3.12.1 ha dato riscontro a nostra istanza chiedendo elementi di valutazione ai seguenti dicasteri: Esteri, Interno, Trasporti, Lavoro.
• In data 22 dicembre 2008 con DICA 0019561-3.12.1 vengono sollecitati i dicasteri Esteri e Trasporti per riscontro nota diritto al voto.
• In data 16 marzo 2009 con DICA 0003977-3.12.1 viene sollecitato il Ministero dei Trasporti a dare riscontro a nota sul diritto al voto
• In data 28 maggio 2009 con DICA 0008063-3.12.1 viene sollecitato il Ministero dei Trasporti a dare riscontro a nota sul diritto al voto
• In data 15 giugno 2009 SDM con nota 2030/2009/PR scrive al Presidente del Consiglio per chiedere Suo personale intervento, e segnalando il comportamento inqualificabile del Ministro Matteoli e del Suo dicastero, totalmente indifferenti ai problemi dei marittimi.
• In data 16 luglio 2009 la Presidenza del Consiglio ci segnala di aver ricevuto tutti i pareri dei dicasteri
• In data 07 settembre 2009 SDM con nota protocollo 2036/2009/PR scriveva al Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini per la problematica diritto al voto dei marittimi italiani
• In data 22 ottobre 2009 abbiamo avuto riscontro dal Presidente Fini, che ci segnalava di aver trasmesso nostra istanza alla Commissione Parlamentare competente (prot 2009/0010897/PRES)
• In data 02 febbraio 2010 prto 2010/0001045/PRES il Dottor Solia ha risposto nostra richiesta indicandoci la XI Commissione parlamentare (Lavoro Pubblico e Privato)
In data 07 aprile 2010, scrivemmo al Presidente della Confitarma Dottor Paolo D'Amico, proponendo una azione congiunta per risolvere questione del voto ai marittimi, proposta alla quale il Presidente D'Amico non ha MAI RISPOSTO (leggila cliccando QUI )
IL COMITATO DIRITTO AL VOTO MARITTIMI, CHE SECONDO LA STAMPA E CERTE ASSOCIAZIONI, HA SMOSSO LA QUESTIONE DIRITTO AL VOTO, E' STATO COSTITUITO IL 28 GIUGNO 2010 Ora non dite che non è chiaro, che grazie a loro oggi si parla di voto !! E' chiaro come il Sole, mica vorrete pensare che un lavoro COSTANTE di 2 anni serva a qualcosa? Ci vogliono 64 anni di studio e profondo pensiero, per giungere a un comitato che solo perchè costituito muova tutto. Non capiamo come con queste menti qui, il mondo non sia ancora un paradiso terrestre !
Secondo la tabella di marcia quindi, il comitato per le tabelle d'armamento dovrebbe nascere intorno al 2065, nel frattempo cercate di non morire però. Per quello amianto invece purtroppo quando si avrà il comitato, la maggior parte non ci sarà più, ma vinceranno!
In data 12 dicembre 2009 TG2 Dossier dedica una trasmissione sul problema diritto al voto marittimi italiani, e chiama noi di SDM Sindacato dei Marittimi a parteciparvi.
Vi raccontiamo cosa accadde il giorno che andammo a Civitavecchia per registrare la puntata. Appena l'armamento seppe che si stava girando una puntata sul voto, diede disposizione ai lavoratori di non parlare, di non rilasciare dichiarazioni. I soli infatti che parlavano erano i lavoratori del cabotaggio, guarda caso gli unici a votare.
Ricordiamoci sempre che, se in America il giornalismo è il cane da guardia del potere,in Italia è il cane da compagnia o da riporto.
Si parla di libertà di stampa, ma guardate che questa libertà c'è, semmai non ci sono liberi giornalisti.
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