Sindacato dei Marittimi
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Pirateria: parola agli espertiPirateria: parola agli esperti

Pubblicata il 18.07.2011

 

Abbiamo letto un interessante articolo del Secolo XIX (clicca qui ) dove, l'esperto, il presidente della società di assicurazioni marine Banchero e Costa Insurance Brokers (Banchero e Costa Group), Giacomo Madìa fa alcune dichiarazioni molto interessanti, che però ci portano a delle riflessioni.

 
Giustamente ognuno ha propria idea, e la si deve rispettare anche quando non la si condivide. In una parte dell'articolo leggiamo:
Il nuovo decreto permette l’utilizzo di personale armato a bordo, anche se molti hanno paventato il rischio di un’escalation della violenza. Gli assicuratori che cosa ne pensano? «Che non è vero. Non mi risulta che una nave con forze armate a bordo sia mai stata sequestrata. Il rapporto è di 40 navi non armate sequestrate e zero armate».
 
Per quanto ci riguarda noi del SDM Sindacato dei Marittimi, non paventiamo il rischio di un aumento di violenza, poichè non sappiamo non avendo palla di vetro se questo si avrà. Quello che noi diciamo è altro concetto, e cioè è possibile che ciò accada?
E' chiaro che oggi come dice l'esperto il pirata attacca alla cieca (ma ne siamo sicuri poi?) e che quindi se trova risposta armata desiste. Noi ci chiediamo quando tutti saranno armati, la pirateria si arrenderà?
Se l'esperto ha ragione, la risposta è sicuramente si, e allora armiamo per legge e con obbligo tutte le navi, noi in tal caso saremmo i primi a sostenere questo. TUTTE LE NAVI CHE TRANSITANO DEVONO AVERE A BORDO SCORTA ARMATA, se l'esperto ha ragione un mese e i pirati cambiano lavoro!
Se sbaglia, ma perchè pensare questo, è chiaro che il pirata sapendo che troverà ostacoli si organizzaerà per affrontarli, ma non è detto!
 
Però poichè noi degli esperti ci fidiamo vorremmo sostenere CONFITARMA in una lotta per tutelare loro interesse, partendo da questa frase:
Non mi risulta che una nave con forze armate a bordo sia mai stata sequestrata. Il rapporto è di 40 navi non armate sequestrate e zero armate
poichè è vera, neanche controlliamo, vuol dire che con scorta armata la nave non sarà più attaccata, il pirata sa che nave con tricolore a poppa ha armi, quindi mica sarà scemo che attacca, no?
 
E allora perchè l'armatore deve pagare l'assicurazione come oggi che invece ha tale rischio?
Non vorremmo invece che come sempre, non si guardi alla sostanza del problema, e cioè come fermare, anzi arginare tale fenomeno, ma ci sembra che ognuno guardi suo orticello di interesse.
 
Vedete, noi del SDM non abbiamo mica contratti assicurativi, non abbiamo agenzia di contractors da promuovere o nostra, quindi quando paventiamo lo facciamo al di sopra di un interesse economico commerciale, se non quello di evitare rischi.
Secondo noi, stare in una sparatoria, che di fatto sicuramente non fa sequestrare la nave (fino ad oggi) non è certo SICUREZZA SUL LAVORO.
 
Anche nell'articolo, l'esperto dice cose giuste, come sarebbe meglio pagare il riscatto, usare i satelliti per scovare i pirati, MA STRANAMENTE NON PRENDE IL PROBLEMA ALLA RADICE. LA SOMALIA E' OGGI IN PIENA ANARCHIA, NON C'E' CONTROLLO ALCUNO E SE NON SI INTERVIENE IN QUESTA DIREZIONE, LA PIRATERIA CI SARA' PERCHE' UN POPOLO CHE VIVE UN DRAMMA COSI' FACILMENTE VIENE RECLUTATO DA ORGANIZZAZIONI CRIMINALI. Noi non abbiamo solo paventato rischi, ma fatto proposte e richieste, scomode magari, ma le abbiamo fatte.
 
Noi siamo i primi a voler aver torto, o meglio che si possa dire con certezza empirica che la violenza non aumenterà, noi su quelle navi ci stiamo, mentre molti che parlano lo fanno da comode poltrone. Un conto è lavorare pensando di potersi trovare in una sparatoria, altro è parlare di chi ci si potrebbe trovare. Il primo magari paventa rischi, l'altro non dovendoli affrontare li esclude.
Non se la prenda l'esperto, ma leggendo quanto dice, sembra paventi certezze che però non ha. Noi marittimi siamo formati a ragionare che se c'è un dubbio, si deve procedere con attenzione massima. La nave resiste alle tempeste, eppure si cerca di evitarle.
Quando poi si parla di vita umana,  noi di SDM non distinguiamo la nostra da quella del pirata, anche 1 vita persa è dato pesantissimo.
 
Rimane il fatto, che molte assicurazioni fanno sconti se sulle auto si ha allarme satellitare. Ora, se c'è certezza matematica che con scorte armate il pirata non attaccherà più nostre navi, perchè far pagare all'armatore una assicurazione che non serve più? Neanche l'idea di dimezzarla? E' per questo che l'articolo non ci ha convinto molto.
CONFITARMA, NOI IN QUESTA RICHIESTA VI SOSTERREMMO SUBITO, poichè una compagnia in salute è tutela di posti di lavoro.
 
Prima che qualcuno dica, allora gli esperti siete voi, lo diciamo subito. NOI NON LO SIAMO, E PER QUESTO ABBIAMO DUBBI CHE CI PORTANO A TENER CONTO DI ALCUNI FATTORI DI RISCHIO, CHE SI POTREBBERO EVITARE. Quindi, se il pirata sapendo che la nave è protetta non attacherà più, agli armatori si deve diminuire il costo della assicurazione, se questo non avviene è perchè tale rischio attacco rimane, e se anche non ci sarà aumento di violenza definire una sparatoria "cosa sicura" ci sembra non logico.
 
Non critichiamo nessuno, ma vorremmo che gli esperti uscissero dal tunnel del tutelare interessi economici, ricordassero che si parla prima di tutto di vite umane, e da questo avessero più dubbi e meno certezze visto cosa c'è in gioco.
 
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